Jesus Is My King, Lord And Saviour
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giovedì 25 novembre 2010

In mezzo al mondo distante

In mezzo al mondo distante
sentimenti come vapori salgono
i più si fermano a mezz'aria
altri raggiungono il cielo
e se non ricadono giù come fossero pioggia
rimarranno a vagare per lo spazio, alti, splendidi, soli
ma loro emuli più o meno intraprendenti
sono sempre qua
a salire come vapori
in mezzo al mondo distante.

Mia vecchia poesia del 2006

mercoledì 3 febbraio 2010

Il nonno è con Gesù

No, non è una frase da utilizzare quando i bambini chiedono "dov'è il nonno?".

Oggi è il 3 febbraio. Tutti i 3 gennaio della mia vita, fino al 2008, completamente o in parte, a casa del nonno perchè è il giorno del suo compleanno. Nonostante il suo carattare per niente facile, irascibile, severo ai limiti della dittatura, mi è sempre piaciuto stare con lui, ascoltare le sue storie di guerra, la fuga dal fronte, l'avventura di Treviso, il camuffamento da monaco storpio per sfuggire ai tedeschi, il suo amore per Mussolini, il suo odio per Hitler, le sue tre mogli (le prime due morte, la terza è mia nonna). La storia del suo incidente nel quale un pezzo di cervello è fuoriuscito dalla scatola cranica, incidente che l'ha solo reso cieco di un occhio e che ha lasciato una parte mancante di scatola cranica, come una sorta di ammaccatura. E poi l'attenzione maniacale agli sprechi, le sue mille storie da raccontare per ammaestrare, esortare, divertire, rimproverare. Un uomo ignorante. Un uomo saggio, a suo modo. La padronanza della manipolazione articolare, uomini e donne che si rivolgono a lui per slogature, lussazioni e quant'altro; lui li rimette a posto e accetta volentieri qualcosa in cambio, spesso (era quasi una richiesta) rappresentata da "tri carti i deci liri", 30.000 lire, poi diventati con astuzia commerciale 30 euro.

Da piccoli, io e mio cugino Fabrizio giocavamo spesso a casa dei nonni. Ricordo una scala che scendendo dalla casa creava un pianerottolo che poi riscendeva verso il garage. In quel pianerottolo, dopo pranzo, eravamo soliti giocare con varie action figures (a noi note come pupazzi) e passavamo ore ad inventarci storie con quei personaggi di plastica. Era molto divertente e oserei dire formativo, quanto meno per la nostra fantasia, altro che PSP. Giocando sentivamo spesso il nonno russare, perchè il pisolino (2 ore circa) seguito da caffelatte con fettebiscottate, era un rito irrinunciabile. Quando si svegliava, entrava nel bagno in camera, si lavava il viso, poi usciva. Si affacciava verso di noi redarguendoci perchè, a suo dire, eravamo stati troppo rumorosi e non l'avevamo fatto dormire. Così tutte le volte.

Il mio nonno per anni ha frequentato una chiesa, ma con onestà devo dire che non so quanto avesse capito del cristianesimo.

Oggi è il 3 febbraio 2010, il nonno ha compito 87 anni. Avrebbe compiuto, se non fosse stato per quel maledetto cancro all'intestino diagnosticato con ritardo. Nei giorni precedenti alla sua morte abbiamo avuto tante occasioni per parlare di Dio, di un rapporto reale con Gesù. Lui lo ha accettato come Signore e Salvatore. Ha commosso tutti quando, per la prima volta in 85 anni, ha chiesto perdono a Dio per i suoi peccati, a mia nonna per i torti fatti (solo Dio sa quanti e quali) e a tutta la famiglia.

L'11 ottobre 2008 sono stato tutto il giorno con lui. Non riusciva più a parlare. I liquidi causati dal tumore stavano salendo inesorabilmente verso i polmoni riempendoli. Ogni respiro era un gorgoglìo di liquidi. Quel giorno, come la notte e il giorno prma, comunicava a gesti. Baciò mia nonna dischiudendo le labbra di una bocca ormai sdentata, come i bimbi di 6 mesi baciano la loro mamma. Quel giorno, dicevo, siamo stati insieme. Gli ho parlato del posto meraviglioso che stava per raggiungere. Ho letto vari stralci della Bibbia tratti dall'Apocalisse, dai Salmi e dall'Evangelo di Giovanni. Poi mentre parlavo e lui annuiva, teneva la sua mano sulla Bibbia aperta. Poi abbiamo pregato mano nella mano. Così fino al primo pomeriggio. Quando la mia mano ha avvertito che la sua mano aveva perso anche quel piccolo residuo di forza. Anche il suo volto si velò di morte. Tutti quelli che erano nella stanza lo capirono. Ed iniziarono a piangere e chiamare il suo nome, specie la nonna. Io, tra i singhiozzi, ma con i movimenti regolati da una calma innaturale provai a sentire se c'era polso. Non lo sentivo. Allora provai a tastare la carotide perchè magari il polso non lo sentivo non essendo preparato a farlo. Niente. Mano davanti al naso. Niente. Specchio davanti al naso. Niente. Ok, nonno è andato. Ho chiesto a Dio di accoglierlo.

Qualcuno, tra i più piccoli degli oltre 20 nipoti e degli oltre 10 pronipoti, chiedeva dove fosse andato il nonno. Domanda che sorge spontanea, visto che sentivano ripetere che il nonno se n'era andato e non c'era più. La risposta era: "Il nonno è con Gesù". E non per tranquillizzare i piccoli, ma perchè ci crediamo davvero e, cosa più importante, ci ha creduto pure lui.

PS: ho iniziato questo post volendo solo scrivere una o due righe. I ricordi hanno avuto la meglio e, mentre scrivo, qualche lacrima, timida, esce dai miei occhi. Non sono quasi mai andato al cimitero, dopo il funerale. Ma io me lo ricordo spesso. Ciao nonnino, mi manchi... ma ci vediamo presto.

martedì 2 febbraio 2010

Io cambio


Io non sono metereopatico. Soffro troppo il caldo e odio l'estate, odio il mare. Amo il freddo. Amo la pioggia. Io sono fatto così. Anzi ero fatto così. Da due anni circa è cominciato un lento ed inesorabile cambiamento. Mi ha dato molto fastidio sorprendermi un po' triste nei giorni di pioggia, talmente era il fastidio che non lo ammettevo con me stesso. E' stato strano un paio di estati fa iniziare ad andare al mare con piacere. Traumatico trovarmi al sole per più di 1 secondo. Assurdo per me provare piacere nella tintarella estiva. La cosa assurda è che, a dispetto delle temperature ogni anno più alte, io soffro sempre meno il caldo. Uso il condizionatore molto molto meno rispetto a qualche anno fa. Di inverno sento un po' più freddo, oltre ad un fastidioso seppur leggero malumore nella stagione fredda (anche se forse le ragioni sono altre).
A dirla tutta, mi ricordo che la buon'anima di mio nonno non aveva mai caldo ma molto spesso aveva freddo. Indossava il cappuccio di lana pure in primavera inoltrata. Dunque questi cambiamenti non sono il primo a subirli. Anche se, a 24 anni, mi pare prestino per iniziare.

PS: post riempi blog, in attesa del prossimo vero post su "Il nome della rosa".