Jesus Is My King, Lord And Saviour
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sabato 25 settembre 2010

Che sei un ometto lo metto o l'ometto?

Sandra ha raggiunto Raimondo, la tv italiana aspetta (invano) gli eredi.

Mike Portnoy, lasciati i Dream Theater, ha registrato un album con gli Avenged Sevenfold, gruppo metal statunitense di quasi 30enni. Sembrerà strano, ma la partecipazione di MP è dovuta alla morte dell'ex batterista del gruppo, del quale era il batterista preferito. Preferisco i Transatlantic.

Fini, Berlusconi e la politica mi hanno proprio scocciato.

L'università riprende ad ottobre.

Si lavora sempre di più.

Rap italiano.

Gigi Finizio.

Ora, non è che non so cosa scrivere. Solo che non mi va. Però mi manca un po' il blog. Mi mancano i tempo in cui scrivevo spesso. Anche se guardando indietro ero troppo fissato con la politica.

Avrei tanto da dire. Avrei tanto da dare. Per il momento mi limito ad aspettare. Eventualità remota più di una congiunzione astrale. Arma letale. Spalo letame. Andato a male, non sono più andato a mare.

Il tempo passa piano e pure se fa strano io sorrido perchè so... cosa so?

I have a dream, anzi due.

Anzi tre.

One, two, three and to the four. Four pac, three pac, two pac... one.

One love, one life.

Certo fa strano, è un post strano. Bello come i Gemelli Diversi senza Strano. Strano si sposa? Strano.



Boom, shackalackalacka, lei mi sorride, forse ha una paresi. Intesi? Soldi ben spesi, soldi che chiesi e che non ricevetti. Privo di difetti... ehm no, di affetti. Mi districo alla meglio come in Spago Spaghetti. Non prenoto confetti. Mastico Chewingum Perfetti. A volte voglio stare solo, non Otto sotto un tetto. Ma Otto sotto Otto tetti. Elettronici ottetti. Fra 7 anni dirò "non mi ricordo quanto tempo stetti... ad aspettare". Non ci voglio pensare. Più di 2500 possibilità per shvultare. Adesso voglio andare, non mi trattenere. Non c'è niente che tu debba temere. Solo duro devi tenere. Se non ci sono io, chi prende il posto mio? Compare tranquillo, lo leggerai nella mia bio-presto. Mesto per adesso confido solo in Dio e non è più lo stesso. L'umore sale, fa meno male e rido perchè non sono depresso. Fesso? Forse. Codice Morse. ... --- ... Essoesse, il mio futuro non è in fabbrica a domare presse. E anche se fosse? Non c'è problema. Questo è il mio tema. Cammino spalle al muro così nessuno mi accoltella alla schiena. I miei 18 anni li festeggio con una festa a tema, Cristina D'Avena. Come? 18 anni già fatti? 6 anni fa? Faccio parte dei distratti? Bistratti ciò che sono? Intanto hai visto il fulmine, adesso aspetta il tuono. Non suono. Non sono nato per rappare come Alessandro. Non seguo la top ten, mi fa schifo Alejandro. Lotta fratricida come Sparta ed Atene. Non ho vergogna di ciò che sono. Bene! Non mi lascio incatenare, anzi spezzo catene. Comme nu guaglione ccu tutta a fame ca tene. "Senz'e te nun pozz sta perchè tu m'appartene...". Tra i miei progetti? Una canzone neomelodica colta. Limone e ricotta. Lava che scotta. Mi metto l'armatura come alla festa medievale di Motta. Vado avanti ed aspetto una svolta, nel frattempo ascolta... vuoi capire io chi sono? La prossima volta.

Jim Klas sta crescendo... quando sarà un ometto ne vedrete delle belle. Ma a lui non lo dirò che è un ometto, perchè spesso non piace sentirselo dire.

sabato 30 gennaio 2010

Avatar


Chi mi conosce sa che non sono esattamente quel che si dice un cinefilo. Tuttavia, con la compagnia giusta, ogni tanto un film lo si guarda. E allora via a guardare Avatar, il film dei record. Film più costoso della storia. Film dall'incasso più sontuoso di sempre. Regista che piazza nei primi due gradini del podio dei film più visti in assoluto, due suoi film (l'altro è Titanic).

Il film senza dubbio entusiasma per le soluzioni tecniche, con una vincente commistione tra computer grafica e riprese tradizionali. Io ho visto il film in modo classico ma in realtà il regista l'ha pensato per il 3D, e a dirla tutta lo vedrei volentieri, vista l'ottima pubblicità che ha ricevuto questo tipo di esperienza.

Detto questo però è da dire che il film ha dei forti limiti, uno su tutti: la trama. Più o meno al decimo minuto di film sai già come finirà. Anche perchè si sfrutta un clichè ormai assodato nel cinema, quello dell'uomo bianco che entra in contatto con una società diversa magari per fini di studio/ricerca o sfruttamento delle risorse. Ma il contatto si rivelerà una rinascita per il protagonista che troverà se stesso nella cultura appena conosciuta, galeotta la frequentazione con una figlia della tribù della quale si innamora e con la quale finirà felice e contento. Non mancano gli amici che a primo contatto sembravano scocciatori. E non può mancare il cattivo di turno: spesso un mercenario senza scrupoli che vuole arricchirsi sfruttando il popolo "primitivo" e col quale il nostro eroe ingaggerà la battaglia finale, vincendo anche grazie ad aiuti esterni. Uomo bianco buono neo-arrivato che inevitabilmente diventerà l'eroe della tribù portandola alla salvezza.

La storia qui è arricchita dal fatto che il protagonista entra in contatto con la sconosciuta civilità attraverso un'avatar, controllato a distanza attraverso un sofisticato sistema neuronale. E meno male, visto che il nostro è paraplegico e non sarebbe idoneo ad una missione più tradizionale. Colpo di scena (?) finale, l'anima del buon Marine viene traslocata completamente nel corpo del Na'vi, abbandonando così completamente la vecchia vita.

Gli spunti di riflessione sono parecchi, non ultimi il problema delle risorse energetiche sulla terra, esaurite e cercate su altri pianeti. Ciò odora molto di critica alle guerre in Afghanistan e Iraq, per molti spinte dalla sete di petrolio degli Stati Uniti. Roba più da Micheal Moore che da Colossal a stelle e strisce.

Dunque questo film strizza un po' l'occhio a Pocahontas, Atlantis, Tarzan, Balla coi Lupi, Matrix e a vari film di guerra. Tuttavia rimane un film ben fatto che non fa dell'imprevedibilità il suo punto forte. Da vedere in 3D.

Ciliegina sulla torta della serata, le molteplici battute venute fuori al sottoscritto e ai suoi compari che gli hanno fatto correre il serio rischio di essere cacciati dalla sala.