Jesus Is My King, Lord And Saviour

venerdì 28 gennaio 2011

Doppi(aggi)o

Ho fatto coincidere la cena con la pausa dallo studio. Mentre ceno con i miei e con mio fratello, accendiamo la TV e diamo un'occhiata alla programmazione serale. Optiamo per Italia 1 che trasmette Dr. House. Alla prima scena utile, pur non essendo un fan, rimango sgomento: Gregory House ha una nuova voce. Hugh Laurie da questa settima stagione è doppiato da Luca Biagini e non più Sergio Di Stefano. Ora, a parte l'abitudine, devo dire che preferivo il Di Stefano, ma di gran lunga. A quanto pare non è solo un mio gusto personale, basti vedere il curriculum di tutto rispetto. Ma il Di Stefano purtroppo nel settembre scorso, a 71 anni si è spento. Pace all'anima sua. A noi rimane House con la voce del Biagini che ha 10 anni meno e un curriculum un po' meno ricco, che vede come punta di diamante il doppiaggio di Erlond nella trilogia del Signore degli Anelli. Noi ci abitueremo ma, il Di Stefano ci mancherà.

giovedì 27 gennaio 2011

Oggi, 27 gennaio


Nell'aprile del 2008 sono stato ad Auschwitz ed ho sentito, più di 60 anni dopo, odore di morte. Una tragedia che ha colpito tutta l'umanità. Uno squarcio nell'anima dell'uomo.

Io non voglio dimenticare.

giovedì 13 gennaio 2011

Io penso positivo perchè sono

Quest'anno, che pure è iniziato abbastanza male, mi sono posto l'obiettivo di pensare positivo. Voglio concedermi il lusso di desiderare cose alte visto che "All'empio succede quello che teme, ma ai giusti è concesso quel che desiderano.".
Non stileró una wishlist del 2011, per quanto sia ben fissata nella mia mente, ma dichiaro solennemente che questo sarà il migliore degli anni vissuti fino ad ora.

martedì 4 gennaio 2011

That's ammore...

Ormai io se penso al mio passato, mi sembra di essere nata solo il giorno in cui l'ho conosciuto. Prima la mia vita non la ricordo più neanche.

(Sandra Mondaini, su Raimondo Vianello)

sabato 1 gennaio 2011

Buon 2011

C'è un detto che dice che quello che fai a Capodanno lo farai tutto l'anno. Fortuna che ritengo sia solo una frase fatta. Auguro a tutti un felice 2011 con la benedizione di Dio.

giovedì 23 dicembre 2010

Ragazzini

In quest'ultimo anno mi è capitato di lavorare 12, 14, 15 o anche 18 ore di fila.
Ma tante ore non mi hanno stancato come la festa del mio fratellino. 20 ragazzini per casa da accudire e fare divertire... è stata un'impresa epica.

venerdì 17 dicembre 2010

The WIP Novel. Part 4

Si svegliò fra le lenzuola soffici del suo letto a due piazze. Ci mise un po' di tempo per riconoscere McKenzie, lo speaker radiofonico di Boston's Classic Rock che ogni mattina lo svegliava insieme al collega Karlson. Ascoltava quei due ogni mattina ma solo per poco, il tempo di alzarsi dal letto, raggiungere il mobile in rovere sbiancato e disattivare la radiosveglia. Poi, tutte le mattine, attivava la filodiffusione. In genere subito dopo il risveglio e poi mentre faceva colazione, si radeva, si lavava e vestiva gradiva la musica energica. Che fosse Die Walküre di Wagner o Back in Black degli AC/DC non cambiava molto.

Quella mattina fu diverso però. Fermò le chiacchiere inutili di Karlson e McKenzie e si diresse in bagno. Fece la doccia, si vestì e dopo aver preso un lungo caffè nero e aver lavato i denti uscì. Chiunque dei suoi amici l'avesse visto in quel momento si sarebbe un po' stranito. Non lo si vedeva in giro con la barba di due giorni dai tempi del liceo.

Mentre l’ascensore lo portava giù al piano terra, James W. Scott Young era immerso nei pensieri. Un forte senso di colpa lo appesantiva e gli procurava un fastidio fisico all’alto addome. Era sempre stato così, fin da quando era piccolo, qualunque sensazione negativa la somatizzava con quel fastidio. Adesso aveva bisogno di scaricare in qualche modo quella tensione. La sera prima, tornando a casa in taxi, aveva visto un luogo dove voleva andare. E decise di farlo quella mattina.

Arrivò al piano zero e percorse l’elegante atrio fino alla grande porta circolare. Una volta fuori, si rivolse all’uomo alto alla sua destra che vestiva con una divisa che tradiva la sua professione. Era il portiere dello Scott Young & McDonnelly Building.
“Buongiorno Mr. Scott”.
“Buongiorno Matt. Esco in taxi. Dovrebbe arrivare un pacco da NewYork prima di pranzo. Lo prendo quando torno, stasera oppure domani. Buona giornata.”
“Buona giornata signore”.

Scese i gradini del lussuoso palazzo a Downtown, e chiamò un taxi.
“600, Columbus Avenue”.
Il tassista rispose con un cenno della testa mentre bofonchiava qualcosa di incomprensibile. Il taxi si incanalò in mezzo al traffico. Il breve viaggio durò circa il doppio della sera prima. Giunto a destinazione, indugiò sul marciapiede di fronte alla costruzione in mattoni rossi. La osservò nella sua totalità, con il timpano centrale sovrastato dalle due guglie ai lati. Pensò che doveva avere parecchi anni. Si decise ad attraversare e giunto davanti all’ingresso quell’impressione fu confermata da una targhetta: “Founded 1796”. Un’altra targa più grande identificava quell’edificio come “A.M.E. Zion Church”.

All’interno era come se l’era aspettato. Tre file di panche di legno scuro non miglioravano la scarsa luminosità degli interni. In fondo c’era un pulpito fatto con lo stesso legno, su un piano sopraelevato al quale si accedeva da 5 gradoni sia a sinistra che a destra. Sullo stesso piano del pulpito, più indietro, si trovava una tribuna di legno la cui struttura lasciava intuire la sua funzione: accogliere il numeroso coro gospel. Sulla sinistra si vedevano gli strumenti musicali.

Entrò con timidi passi e si accorse che non c’era nessuno se non 2 donne intente a spazzare il pavimento. Chiese loro dove fosse il confessionale ma gli spiegarono che lì non c’era nessun confessionale ma che se aveva bisogno di sfogarsi poteva parlare con il Reverendo Gordon. In un primo momento rifiutò e, ringraziando, si diresse verso l’uscita. Poi tornò indietro e chiese alle donne di accompagnarlo all’ufficio del Reverendo. La più anziana delle due lo condusse lungo un corridoio luminoso, con una moquette chiara ma pulita, al quale si accedeva da una porta lungo la parete destra della chiesa.

La donna si fermò e gli indicò l’ultima porta a sinistra. Si trovò davanti ad una porta in legno robusta ma semplice. Una targhetta dorata diceva Rev. L. Gordon. Bussò e una voce femminile lo invitò ad entrare. Si trovò davanti una grossa scrivania in legno chiaro dietro la quale stava una donna sulla quarantina, dal volto paffuto e sereno. Corti capelli macchiati d’argento le conferivano un aspetto vissuto. Doveva di certo essere un punto di riferimento per i membri della comunità nera di Boston.

Il Reverendo alzò gli occhi dal suo portatile e con un sorriso cordiale lo invitò ad accomodarsi. “Salve Reverendo Gordon, mi chiamo James”.
“Buongiorno James, puoi chiamarmi Lisa”.
Iniziarono a parlare e lui iniziò a raccontarle parecchie cose di sè. Più di quanto avesse previsto, tanto da dargli l’impressione di trovarsi nel bel mezzo di una seduta dallo strizzacervelli. Rifiutò poi questo pensiero perché si rese conto che stava bene mentre parlava con quella donna e non provava quel senso di inquietudine che aveva avuto le due volte in cui aveva tentato la via dell'analisi. Lisa sapeva bene ascoltare ma sapeva anche parlare, fare sentire a proprio agio. Non dava l’impressione dell’accusatrice, ma si porgeva con piglio materno.

Dopo poco meno di un’ora Lisa si scusò ma disse di avere un appuntamento.
“James, mi spiace tanto ma devo andare. Se ti va possiamo vederci stasera. Alle 21 abbiamo un servizio, ci sarà della musica. Potresti venire alle 20, così potremmo fare quattro chiacchiere”.
“D’accordo Lisa. Grazie tante. A stasera”.

Un James un po’ rinfrancato uscì dalla chiesa, contento di esserci andato. Prese il telefono, chiamò Patricia e poi andò al Boston Medical Center a trovare un amico a cui dovevano applicare una piastra in carbonio al perone. Mangiò un boccone al Burger King di Harrison Avenue, acquistò presso una libreria lì vicino l’ultimo libro di Dan Brown e si diresse verso il Madison Park. Passo lì tutto il pomeriggio di quella bella giornata primaverile. Lesse una buona parte del libro e si mise un po’ a girare per il parco. Gli parve di vedere Kathleen, ma si disse che non poteva essere lei. Si ricordò che più volte durante il giorno aveva visto un uomo strano. L’aveva visto tutte le volte di spalle e la cosa strana era il lungo giubbotto scuro, fuori luogo vista la stagione. Non era normale, ma del resto la normalità è sopravvalutata.

Prese un bus ed arrivò fino alla fermata tra Tremont Street e Hammond Street. Proseguì a piedi su Tremont e voltò a sinistra su Daveport Street. Doveva percorrere solo quella piccola strada e si sarebbe trovato nuovamente su Columbus Avenue. Guardò il suo Longines che segnava le 19.38. In pochi minuti sarebbe stato di nuovo presso l’ufficio di Lisa.

Ma non sapeva che non avrebbe mai più visto quel posto. A metà di Daveport Street, sulla destra, si trovava un parcheggio alberato. L’aveva appena superato quando sentì provenire da Colombus Avenue il suono di un mezzo dei vigili del fuoco. Poco dopo sentì dei passi alle sue spalle. Furono l’ultima cosa che sentì. Un violento colpo alla testa lo stese e cadde a terra. Un uomo con un lungo cappotto nero lo trascinò dietro un grosso albero e a fatica caricò il corpo inerme di James dentro il bagagliaio di una vecchia Cadillac.

Il Reverendo Lisa Gordon attese invano quell’uomo così forte e così fragile. Non sapeva che l’incontro di quella mattina l’avrebbe segnata per sempre.

mercoledì 15 dicembre 2010

iPhone IV


Allo stato attuale, se uno vuole prendere l'iPhone 4 senza sborsare un occhio della testa, può sottoscrivere un abbonamento. Secondo le mie esigenze il più conveniente è il TOP 400 di 3.

29 Euro al mese per 24 mesi. In cambio ti danno:

- Un iPhone 4 da 16 GB
- 400 min/mese di telefonate verso tutti, senza scatto alla risposta.
- 100 sms/mese verso tutti
- 2 GB/mese di navigazione

Un'ottima offerta devo dire. L'unico problema è che il negozio più vicino che non mi abbia rimandato a dopo le feste si trova niente popò di meno che a 73 chilometri di distanza da casa.

Ecco, proprio a Caltagirone... vi dirò se andrò o no.

Update 16/12 ore 18.52: sabato mi attende della gente a Caltagirone.

Update 2: i miei amici mi stressano dicendo che il 16GB si esaurirà in fretta. Non mi importa... prendo il 16 e non do i 100 euro di anticipo.

L'attualità di un genio

martedì 14 dicembre 2010

Fiducia

B. ce l'ha fatta. Sfruttando il bandieruolismo di 3 deputati di Fli o acquistandone le simpatie... ma ce l'ha fatta.

Nun te reggae cchiù